JAMES ZIMOSKY (1947->2009.....):
un genio (non ancora compreso) del suo tempo.


PREMESSA

Per presentarmi dovrei dire chi SONO, ma è un po’ complicato.
Sarebbe più facile dire chi NON SONO, ma sarebbe troppo lungo.
Perché SONO alcune cose, ma NON SONO un sacco di altre cose.


Fra i miei antenati nessuno ha mai scoperto l’America, o la legge di gravità, o inventato la ruota (anche se di questo non ho notizie certe).

L’unico antenato sicuramente di una certa importanza è stato Adamo, anche se non so proprio se andarne fiero o no, dato che non era certo uno stinco di santo, e aveva il vizietto di andare in giro nudo, senza vergogna.

Sono un vero e proprio vulcano di idee. Ho cominciato tantissime cose, anche se non ho mai avuto il tempo di concluderne una: parto con molta spinta, poi rallento, e quando sto quasi per fermarmi, tiro fuori un’altra idea, e così cambio obbiettivo e, zac, mi butto su quella.

Comunque provo a raccontare......  

GENESI E FORMAZIONE

Era già buio quando sono venuto alla luce, nell’ormai lontano ‘47 (sobit dòp a la guèra).
Subito mi sono dimostrato molto precoce, e a meno di 4 anni i miei mi hanno mandato all’asilo, che ho frequentato per tre anni (nei piccoli, nei mezzani e nei grandi), senza mai essere bocciato: cioè crescevo regolarmente.

A sei anni e mezzo ero già in prima elementare, dove mi distinguevo per le mie aste orizzontali e verticali; con quelle oblique, invece,  avevo qualche difficoltà.
In cinque anni ho terminato brillantemente le elementari.

Di esse mi è rimasto il ricordo di quasi tutti i miei compagni di scuola, che vedo ancora oggi (anche se  molto invecchiati), qualche foto, il gioco della bandiera, la tipografia, il maestro Ricci, la Milla che ci riempiva i calamai d’inchiostro, i grembiuli neri col nastrino bianco.

E una tranquilla, onesta famiglia di operai agricoli, con mia nonna, la Barbarina, il cui ricordo ancora mi commuove, l’arrivo di un fratellino, nel ‘54.

Dopo l’esame di ammissione (allora usava) sono passato alle medie.

Tre anni bellissimi: i “professori”, il Preside, i primi amici venuti da lontano, S.Biagio, Boccaleone, Bando, e persino Filo (quello d’Argenta), le partite di calcio, le compagne di scuola (quasi tutte carine), il latino, l’Iliade (ero Agamennone) e l’Odissea, le gite scolastiche (l’eclissi a Firenze, l’Umbria).

L’oratorio, Don Guido (caro Don Guido),  il campetto del Prete.
Eh si, perché giocare al pallone mi piaceva proprio, e non ero niente male.
Le partite contro la temibile seconda B dell’avviamento, i primi calci “ufficiali” negli juniores dell’Argentana, le prime partite vere  su un campo vero, con un arbitro vero.

Erano gli anni della plastica e della formica, e allora “diventerò perito chimico!” e via all’Istituto Tecnico a Ferrara.
Mi è rimasto il ricordo delle corse campestri, del laboratorio di chimica, di qualche compagna di scuola e di qualche professore (il prof. Colombo che mi diede un 8 e mezzo in fisica, e la Fondelli, che mi rimandò a Settembre nel solo Italiano, con 5).
Quasi tutti ci ritroviamo, ogni due o tre anni per una rimpatriata: allegria, molti rimpianti nel rivederci con meno capelli e più pancetta, ma tutto sommato una cosa piacevole.

Tutti i giorni in treno: è stata dura,  ma al termine dei cinque anni ecco l’agognato diploma in saccoccia, senza infamia e senza lode.

E DOPO LA MATURITA', LA MATURAZIONE

I campionati nell'Argentana, ricordi bellissimi: Rossi, Magnani, Cappellazzi, Mazzi, Caravita, Zagatti e Mongardi (addio Lucio).

Le campagne in zuccherificio, a S.Biagio poi a Bando: scaricavo sacchi, ma erano i primi soldi.

E poi, nel '67,  il militare, prima a Lecce, poi ad Aviano: carrista, ma imboscato in fureria: ero quello che decideva i turni di guardia degli Ufficiali, un vero spasso per un giovane Sergente, e in più mi pagavano anche.

Il congedo e via, a caccia di un lavoro: decine e decine di domande, tentativi presso una Assicurazione, tentativi di vendere qualche libro, tentativi di vendere qualche pentola: si, va bene, mi stava bene qualunque cosa, ma le pentole no!

E una favolosa Mini Minor MK2 (FE 123862), pagata da papà.

Lettere a varie Ambasciate per cercare lavoro all'estero, qualche risposta interessante e altre negative.

La convocazione all'ANIC per un colloquio;  cos'è l'ANIC? AZIENDA NAZIONALE ITALIANA CEMENTI? e giù a studiare tutto sui cementi. E invece 10000 domande sugli idrocarburi: un fiasco.

La convocazione all'AGIP per un colloquio;  cos'è l'AGIP? AGENZIA GENERALE ITALIANA PETROLI? e giù a studiare tutto sul petrolio. E invece 10000 quiz psico-attitudinali.
Psichicamente, modestamente, ero a posto, l'attitudine sembra che ce l'avessi, e così fui assunto: era il 17 novembre 1969

IL LAVORO: IN GIRO PER IL MONDO

15 mesi di scuola a Cortemaggiore per imparare a perforare dei pozzi petroliferi, poi via sui cantieri in giro per l'Italia, proprio tutta: Abruzzo, Sicilia, Puglie, Basilicata, Calabria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Umbria.

Le prime piattaforme in Adriatico e in Calabria. Una vita dura, ma affascinante.
E un' ALFA ROMEO GT JUNIOR  rossa fiammante (FE 154940) pagata coi miei soldi.

Poi nel '74 in Nigeria: nel Biafra dove era appena terminata una terribile  guerra: fame, miseria, sporcizia, malattie, ma tanto, tanto, tanto petrolio.
La vita in foresta, i villaggi, i serpenti, alcuni colpi di Stato: un'esperienza incredibile.
E anche qualche soldino. 

Poi nel '77 in Congo, sulle piattaforme in mezzo all'Atlantico. 4 settimane durissime a bordo, ma dopo 4 settimane a casa: una pacchia.

Poi nell'80 il ritorno in Italia: a 33 anni era ora di sposarmi. E l'ho fatto con la Patty.

Due anni a girare per la penisola, un mese negli IUESEI per la costruzione di una piattaforma petrolifera, e poi il mio "mal d'Africa" (esiste, esiste), si è aggravato.

E allora? Nell'82 ripartito con la Patty verso la Nigeria, ma questa volta in città, se PORT HARCOURT, la capitale del Biafra,  può chiamarsi città.
Ancora miseria, malattie, scarsità di generi alimentari, colpi di stato, rischi per la sicurezza, ma tanti, tanti amici, fra cui si sviluppava un incredibile senso di solidarietà.
Per telefonare in Italia dovevamo recarci a LAGOS, la capitale, 600 km in aereo.

Rientrato dalla Nigeria nell'84, dopo 2 anni d'inferno, mi serviva un po' di relax, ed ecco la possibilità di andare a Malta.
Manco sapevo dov'era, ma era vicina. Lo stipendio era dimezzato, ma vuoi mettere la vicinanza e la tranquillità: andiamo Patty, si riparte.
Posto bellissimo, gente buonissima, tanta storia e tanti amici e parenti venuti a trovarmi dall'Italia: insomma, 16 mesi eccezionali:

E poi Costa d'Avorio: un lavoro breve ma intenso. Abidjan è una città incredibile.

Era la fine dell'85, ed era ora di fermarci.

Cinque anni in Ufficio a Ravenna a seguire la perforazione in Adriatico e in Val Padana: roba da medaglia d'oro per la resistenza, con la sedia che scottava sempre di più.

E allora? Pronti, via! Si riparte, sempre con la Patty, destinazione Egitto! La terra dei faraoni e di tante altre meraviglie. 
E anche del petrolio. Quattro anni di pozzi nel Mar Rosso, nel Mediterraneo e in pieno deserto del Sahara.
Però nonerasololavoro.
E quindi 4 anni di escursioni nella terra  della civiltà Egizia, le Piramidi, la Sfinge, Luxor, Assuan, Abu Simbel, la Valle dei Re, la Valle delle Regine, il Museo Egizio, il Canale di Suez, il Sinai, Santa Caterina, Sharm el Sheik, Hourgada, il deserto, le oasi, Port Said, Ismailya, Alessandria, il Cairo, escursioni in Israele e in Giordania (Petra) e poi LUI, il Fiume, il grande NILO.

E nel '94, con molta nostalgia, il ritorno  in Italia, destinazione (finale) Ravenna.
Ed eccomi ancora lì, oggi, dopo 7 anni.
Ogni tanto mio spirito vagabondo rimette fuori la testa, ma la stanchezza la spunta e lo ricaccia giù, e allora ho deciso di fermarmi e aspettare rassegnato... la pensione.

Pensione che è arrivata nel 2004, il 29 Febbraio, 366° giorno di un anno bisestile.

8 mesi da pensionato e poi l'amore per il mio lavoro ha preso il sopravvento, ed ho ripreso l'attività come consulente, e continuo tutt'oggi.....

LO SPORT

Correvo forte, e avevo fondo. E allora le corse campestri, con qualche vittoria e qualche buon piazzamento nei campionati studenteschi.

Ma la vera grande passione era il calcio. Ero una promessa.
Una travolgente carriera negli juniores dell'Argentana, poi 3 o 4 anni in prima  squadra, poi, dopo il militare, qualche anno nel glorioso Boccaleone. E poi la fine della carriera agonistica nei favolosi Lupi Grigi, con la vittoria di qualche campionato Amatori.
Qualche rimpianto: mia mamma dice che dovevo diventare Pelè, e invece sono diventato solo Plè.

Fra un calcio e l'altro strimpellavo la racchetta da tennis. 
Tecnica quasi zero, ma due gambe favolose. Insomma un pallettaro incredibile ma che faceva incazzare, e qualche volta batteva, anche quelli che avevano tutti i fondamentali.

E la scoperta del golf.
In Egitto lo giocavano tutti. Costava poco e si poteva giocare tutto l'anno.
E al rientro in Italia, la piacevole scoperta di un campo ad Argenta. Ed allora perchè non continuare? E continuo.
Uno sport difficile, ma appassionante. Che ogni tanto ti fa sentire una schiappa,  ma ti da anche tante soddisfazioni. E poi non è vero che costa tanto, almeno qui ad Argenta.

GLI HOBBIES

La musica, specialmente italiana: Battisti (naturalmente), Battiato, Guccini, De Gregori, Vecchioni, De Andrè, Fossati, Bubola, Rocchi, Nomadi, Modena City Ramblers, Gang, C.S.I. 
Ma anche del resto del mondo: Bob Dylan, Leonard Cohen, John Hiatt, Tom Waits, Muvrini.

La lettura: libri, libri, libri, giornali, riviste, elenchi telefonici, volantini, manifesti, manuali: insomma di tutto: storia, matematica,  scienze, sport, biografie, saggi vari, e  (pochi) romanzi.
Peccato che, dice mia moglie, che tutto quello che leggo entri da una parte ed esca dall'altra: che abbia un buco nel cervello?

Il gioco: in tutte le sue forme, quiz, giochi di parole,  giochi in scatola, giochi matematici, e le carte.
Tutti i giochi di carte, dalla briscola alla scopa, dalla scala al tressette, dalla tabella al  bridge, il padre di tutti i giochi: difficile ma affascinante. All'estero lo si giocava molto, ma qui in Italia molto raramente, con la Patty e qualche amico. Da qualche tempo lo gioco in rete, attraverso Internet.

E poi il Mah-Jong.

E la passione del gioco mi ha portato ad inventare qualche gioco, il più completo dei quali si chiama ORONERO (manco a dirlo). L'ho pure ho presentato a qualche mostra, ottenendo un discreto apprezzamento, quel tanto che basta a non deprimersi troppo, ma niente pubblicazione. Comunque lo tengo nel cassetto: non si sa mai.

E lo YAM: un gioco che ho inventato io, e che viene giocato solo ad Argenta da un accanitissimo gruppo di amici: un vero e proprio campionato che possiamo definire "Mondiale".

Segue......

 

Galleria di personaggi